UN SEMPLICE INCIDENTE
sabato, 25 Luglio, 2026
Ore: 21:00
Iran
ore 21 introduzione al film a cura a cura del collettivo Sottosuolo
ore 21:30 proiezione
Cosa succede quando si è costretti a scegliere tra la politica e gli affetti? Lo racconta il regista Mohamad Rasalouf nel suo ultimo film Il seme del fico sacro (2024), ponendo al centro un duro confronto intergenerazionale come metafora delle sferzate di tradizione e di modernità che stanno scuotendo l’Iran ormai da tempo immemore. Un padre di famiglia viene promosso a giudice del tribunale di Teheran proprio nel momento in cui le proteste iniziano a invadere le strade del paese.
Anche le sue figlie credono nella rivoluzione e si rifugiano nei social media – gli unici spazi liberi dal regime autoritario – in cui i cittadini denunciano la brutalità del governo, riprendendo le manifestazioni con i loro smartphone. A prevalere sarà l’istinto di preservazione o la ricerca della verità? Sono tanti i dilemmi etici presenti in questo racconto, che unisce a personaggi di fantasia un taglio profondamente documentaristico: i video guardati dalle ragazze sono reali così come la contraffazione della morte di Mahsa Amini, che ha dato origine al movimento femminista dallo slogan Donne, vita, libertà.
È importante recuperare Il seme del fico sacro per comprendere le atrocità che sta vivendo il popolo iraniano. La stessa realizzazione del film ha un percorso estremamente travagliato: infatti, per via delle sue tematiche, è stato girato clandestinamente, prevalentemente in interni, e la troupe è stata costretta ad abbandonare l’Iran prima della distribuzione. In un momento storico in cui le notizie scorrono senza lasciare traccia, abbiamo bisogno di storie del genere, che attraverso un dramma familiare, raccontino le vicende di un intero paese. La proiezione a Cannes e la candidatura come miglior film internazionale nel 2025 per conto della Germania hanno permesso al lungometraggio di ottenere una grande visibilità, ma non è mai abbastanza quando si vive – citando Bauman – in una “modernità liquida”.