Costruire Nuovo Armenia
Giardinaggio comunitario e di cura dello spazio.
LE NOSTRE RADICI

Quando tornammo dai due anni di presentazioni di Io sto con la sposa in giro per l’Italia e decine di festival in tutto il mondo, sentimmo che eravamo cambiati profondamente e capimmo che cosa aveva rappresentato per davvero quell’avventura cinematografica.

Nelle sale cinematografiche si incrociarono esperienze di vita vera e racconto, attivisti e pubblico più o meno consapevole, scuole, insegnanti, persone che volevano partecipare ad un dibattito sulle politiche migratorie e sentirsi parte di un movimento nuovo che desiderava bucare le frontiere. Noi eravamo i figli dell’Erasmus ed i nostri coetanei morivano di viaggio nell’indifferenza della politica.

 

Nella nostra piccola saletta di montaggio in Isola dove tutto aveva preso forma, nacque il bisogno di essere promotori di un cambiamento nello spazio che abitavamo, nel quartiere in cui avevamo messo radici, nel cuore del nostro vivere dove ogni giorno incrociavamo i passi di decine di persone che avevano storie di sradicamento da una terra d’origine e radicamento in un nuovo posto.

 

Ci siamo detti che ci serviva uno spazio per dare voce alle persone, ci serviva una scusa per stare insieme ed il cinema ci sembrava un luogo perfetto e potente, colto e popolare, uno strumento di dialogo ideale che avrebbe valorizzato lingue diverse ed introdotto visioni e immaginari alternativi sui paesi di provenienza delle persone residenti a Milano. Ci serviva un cinema per costruire una comunità che col tempo avrebbe generato ragionamenti su come possiamo cambiare le cose che non vanno bene partendo dal nostro quartiere e dalla nostra vita quotidiana. 

UN BANDO PUBBLICO

PER PRENDERCI CURA DI UN LUOGO

In quel momento preciso, eravamo alla fine del 2015, il Comune di Milano metteva a bando l’assegnazione delle ex stalle di Villa Hanau, nel cuore di Dergano, un posto che sembrava perfetto per costruire il nostro sogno.

Ricordo che pensammo subito ad Asnada, alla scuola come entità con cui costruire alleanza, una scuola di italiano per persone considerate di scarto restituendo loro dignità e parole con cui ricominciare il percorso di radicamento in un mondo nuovo.

 

Avevamo idee potenti e coraggio per metterle in pratica ma soprattutto la grande urgenza di generare un cambiamento. Scrivemmo un progetto bellissimo, e non eravamo allora consapevoli di quanto lavoro comportasse mettere in piedi un progetto culturale della portata che sognavamo ed in più riqualificare un immobile degradato ed in stato di abbandono totale.

Il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre 2016, ricevemmo dal Comune un mazzo di chiavi, intorno a noi tutto era in decadenza, tracce di vita apparivano tra spazzatura e rottami, i segni del fuoco ovunque, tra la cenere e i vetri comparivano oggetti di vita quotidiana, pentolini e cucchiai, resti di cibo, scarpine di bambini e pannolini sporchi. In giardino foglie secche in strati di diversi anni nascondevano un terreno abusato, batterie, vetri, chiodi, siringhe, amianto, detriti, materassi, inerti, tutto era intriso da una tristezza profonda e non sapevamo da che parte iniziare a sbrogliare la matassa. Passammo alcuni mesi chiusi in riunioni interminabili, in tentativi di costruire in maniera ordinata un modello economico e d’impresa, cercavamo di capire come governare e rendere sostenibile un progetto che non esisteva ed un’associazione che era appena nata e non aveva mai operato prima.

LA NASCITA DI UN’IDEA DI CULTURA

Contemporaneamente quell’anno scrivemmo il progetto di Cinema di Ringhiera che a pochi mesi di distanza dall’assegnazione della cascina vedeva la luce grazie al bando MigrArti del Mibact che con lungimiranza si proponeva di sostenere iniziative culturali volte a promuovere una programmazione culturale che valorizzasse la cultura degli stranieri in Italia.

Ci sembrò un miracolo, un bando comunale ed uno ministeriale vinti a pochi mesi di distanza ci davano conferma della nostra capacità di progettazione e la nostra visione convinceva chi ci valutava. Cinema di Ringhiera fu un successo e ci diede coraggio per iniziare a mettere le mani in cascina.   

L’INIZIO DI UN SOGNO 

Ci rimboccammo le maniche ed iniziammo a pulire tutto ciò che potevamo, il primo giorno passato a imbustare spazzatura ci regalò la bellezza di immaginare le tendine alle finestre, il profumo del caffè durante le future riunioni, i canti in cerchio della scuola al mattino, i bambini a guardare le proiezioni cinematografiche nel portico, i dibattiti sul cinema extraeuropeo.

Sognavamo tra le macerie e ci parve di essere, nonostante il disastro che ci circondava, molto fortunati perché stavamo sognando la società nella quale volevamo vivere.