Il progetto architettonico di Nuovo Armenia

è stato sviluppato da Hypereden

con la consulenza di Silvia Ciacci per la parte paesaggistica.

L’architettura di Nuovo Armenia

è la rappresentazione di chi la abita.

L’edificio e il giardino sono insieme alle persone,

in un rapporto di necessità reciproca.

È una realtà in cui non esiste

schematizzazione, semplificazione o chiarezza

ma al contrario stratificazione di fattori e di segni,

complessità e compresenza di attività e di identità differenti.

È un luogo in cui è possibile una negoziazione delle abitudini,

della percezione del domestico, dell’identità di chi lo frequenta

e la messa in discussione della separazione

tra ambito pubblico e privato.

La connotazione degli spazi e delle forme

invita questo movimento tra il sè e l’altro.

 
VISTA D'INSIEME

L’architettura di Nuovo Armenia

è lo spazio indeterminato

di una domanda e di una ricerca di comprensione

delle contraddizioni e dei conflitti che ci circondano.

ORTI

INGRESSO AL GIARDINO

NUOVO ARMENIA

PADIGLIONE

SPETTACOLI ALL'APERTO

BOSCO DEI REPERTI

INGRESSO AL GIARDINO

INGRESSO VIA LIVIGNO

GIARDINO // BOSCO

Il giardino si sviluppa in lunghezza da via Livigno verso ovest. Il progetto del giardino ha potenziato la vegetazione esistente al momento della concessione alle associazioni, e integrandola con alcune specie del sottobosco. In questo modo si viene a creare una fascia di bosco che dall’ingresso conduce fino all’edificio, un ambiente estraniante e particolarmente insolito all’interno della città. Il bosco è articolato in due aree diverse per vocazione, la prima è una grande radura, adibita ad area per spettacoli all’aperto, e la seconda verso via Livigno è un giardino archeologico. Le piantumazioni previste si suddividono in specie ombrofile per la creazione di un manto sottobosco, alcuni alberi aggiunti nell’area archeologica e piantumazione lungo la recinzione nord e attorno all’arena estiva per raccogliere visivamente il giardino. I percorsi interni al giardino, la radura e il percorso carrabile che porta dal cancello all’edificio sono pensati come sentieri, con bordi sfrangiati dalla vegetazione, realizzati in ghiaia.

PADIGLIONE

SPETTACOLI ALL'APERTO

BOSCO DEI REPERTI

GIARDINO // ORTI E CORTILE

Il giardino in prossimità dell’edificio è scandito in due aree distinte: la prima che si incontra all’uscita del bosco è una fascia trasversale al percorso di orti e aree pavimentate; la seconda si sviluppa lungo il lato sud dell’edificio ed è un ampio cortile pavimentato a ghiaia di servizio all’edificio per eventi temporanei all’aperto. Le due aree circondano il foyer di ingresso all’edificio che è una serra vetrata che porta il giardino all’interno dello spazio chiuso. Nella zona degli orti le piantumazioni sono articolate in piantumazioni di siepi e piccoli frutti lungo le recinzioni a nord e a sud, le piantumazioni delle fioriture sul limitare del bosco, alcuni alberi da frutto, e le piantumazioni a ortaggi nelle vasche che saranno oggetto di laboratori di coltivazone di specie autoctone dei paesi di origine dei partecipanti. Le pavimentazioni saranno realizzate con pietre di recupero di diversi formati in composizioni irregolari con fughe inverdite.

FOYER

EVENTI TEMPORANEI

ORTI

TEMI // SOGLIE

Ogni confine tra ambiti diversi viene enfatizzato, e disegnato come un intreccio. Via Livigno e il giardino, il parco Nicolò Savarino e l’area degli orti, così come ambiti diversi all’interno dell’edifcio stesso con diversi gradi di privacy sono i confini che vengono idealmente “aperti” da trame che si diradano progressivamente e che si aprono allo sguardo. Gli intrecci sono costruiti da una trama di elementi esistenti ripetuti a cui si sovrappone un ordito come supplemento, di nuovi elementi inclinati e colororati.

TEMI // DOMESTICITÀ

Ritrovare le misure e le proporzioni di un ambiente domestico invita a sentirsi a casa in uno spazio condiviso. Si vuole innescare il senso di appartenenza a questo luogo attraverso le forme e le proporzioni dello spazio . Un luogo di incontro viene configurato come un panorama unitario costituito da identità differenti, mettendo in comunicazione piccoli spazi con caratteristiche proprie e uniche. Questa dinamica è presente sia all’interno che all’esterno dell’edificio, creando una continuità tra gli ambienti chiusi e il giardino.

TEMI // PARTECIPAZIONE

Il coinvolgimento delle persone che abitano e condividono uno spazio alla costruzione dello stesso rende immediato il senso di appartenenza a quel luogo. La partecipazione al progetto Nuovo Armenia avverà in modo diretto, prendendo parte a dei laboratori di ceramica per la creazione di piastrelle e mattoni che serviranno alla creazione di pavimenti multicolori e con schemi di posa diversi fra loro. I pavimenti sono pensati come mosaici in cui i pezzi unici fabbricati durante i laboratori verranno composti insieme. I laboratori orienteranno il lavoro in modo da ottenere infinite variazioni di colore e di aspetto mantenendo in comune una tecnica costruttiva.

TEMI // LUCE

L’illuminazione è affidata a piccole architetture simboliche, elementi familiari ma magicamente trasfigurati. Una costellazione di elementi disseminati nel giardino si illuminano di notte creando un sequenza di presenze luminose che guida dall’ingresso su via Livigno fino all’edificio. Gli elementi sono sagome filiformi e astratte, dipinte di bianco, che di giorno appaiono come semplici figure geometriche incastonate nei muri, a terra, o in sostituzione ad elementi della recinzione. Nel sottobosco le numerose fioriture bianche prenderanno la luce creando puntiformi zone chiare.